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Alessandro Ferrara è nato a Napoli nel 1968, inizia a dipingere da autodidatta giovanissimo, la passione del disegno si manifesta frequentando L'Accademia di Belle Arti di Napoli sotto la guida del Prof. Armando De Stefano, dove migliora la tecnica pittorica con il disegno dal vero. Studia osservando le opere dei pittori: Mancini, Migliaro, Palizzi, Pratella, Caprile.
Inizia il suo cammino artistico seguendo le orme paterne: suo padre Elio, artista pittore, gli ha fornito i migliori suggerimenti per l'inizio di un'attività artistica oggi realmente degna di nota. Nel 1984 collabora in veste di disegnatore satirico con quotidiani e riviste, dove il bersaglio della sua satira graffiante, sono alcuni aspetti del mondo dello spettacolo.
Nel 1987 approda in Francia, dove inizia a lavorare come illustratore per riviste prestigiose, quali "Pilot" e "Novelle Observature". Nel 1990 fa parte del movimento dei metropolisti (artisti di strada), ed in seguito dà vita ad un nuovo genere pittorico artistico: la "Rock Art" (dipinti musicali), quale fu definito dal noto showman, R. Arbore: dipinge, infatti, i volti delle "Rock stars" su superfice vinilica a 33 giri, operando un recupero ecologico sonoro.
Seguendo le tappe miliari della pittura si cimenta realizzando ad olio i luoghi e le piazze più suggestivi della città, riprodotti con meticolosa precisione, per approdare infine allo studio di "Balconi in fiore", con i quali si fa conoscere, creando una richiesta di mercato nelle gallerie americane.
Nel 1996 si trasferisce a Milano dove espone a mostre collettive ed estemporanee di pittura, nell'hinterland lombardo. Il suo talento è apprezzato e riconosciuto dalla critica e da collezionisti privati.

CENNI CRITICI:
Sandro Ferrara, artista in continuo fermento creativo, sensibile ai valori culturali ed umani, ama la natura e trae da essa l'ispirazione per i suoi dipinti. Le sfumature di colore nelle sue tele, ci permettono di fare un salto nel passato, rivalutando un periodo storico ben felice in campo artistico. Lavora, con pennellate sciolte e sicure, che si fondono elegantemente in uno stile classico e raffinato, evocando ogni bellezza policromatica di colore.
Il Ferrara oggi... ci presenta un passato napoletano non distante da quello attuale. Sotto molti aspetti sembrerebbe un ritorno al commerciale, ma nel nostro intimo, sappiamo bene che per Ferrara è difficile conciliare l'anima artistica con quella commerciale; il quotidiano si confonde nelle scene di mercato dove è difficile scindere il nostro ricordo storico dalla nostra presenza reale.
I personaggi si presentano tutti sorridenti, ben contenti di muoversi in una plasticità irreale: nel continuare ad analizzare le opere dipinte da questo giovane maestro vi si leggono le raffigurazioni pittoriche che si hanno nel presepe napoletano datato, appunto, '700, '800.
Cosa dire delle prime rappresentazioni teatrali di R. De Simone dove i costumi erano un fedele ripescaggio dell'epoca? I forti chiari che escono dagli scuri sono una chiara impronta della scuola del "Caravaggio", ma metaforicamente, per Ferrara è anche il tentativo di non essere massificato tra i copisti di tale genere, dando ai lavori un'impronta del tutto personale, che avvicina sempre più tali lavori alla sfera artistica.
Positive sono le critiche che sostengono la sua lodevole operosità artistica, di pittore materico. Le sue opere, che sono la migliore espressione artistica di una pittura minimalista, sono destinate a raggiungere orizzonti luminosi degni di qualificata professionalità e compiutezza pittorica.

Jean Philipe Moreno